Federazione Italiana Volo Libero Aero Club d'Italia  
         
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Federico Ennio Favero
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pierandrea Patrucco
 
 
 
 
 

 
Dinamica di cumulo di Federico Ennio Favero

... Il bordo della nube è incredibilmente netto e definito ed io sto volando a 2700 m., al sole, con la punta di un’ala nella nebbia e l’ombra candida del delta circondata dall’arcobaleno sotto di me ... dolcezza infinita ... nessuna turbolenza ... potrei stare qui per ore, cullato e sostenuto dal vento ...CHE MERAVIGLIA!!!!!
Mi è già capitato altre volte, ma quando, come oggi dall’atterraggio di Borgofranco di Ivrea, vedo i cumuli con sviluppo verticale importante e so che in quota c’è un leggero vento da NO, non posso trattenere la frenesia che mi prende ed i miei compagni di volo subiscono la mia fretta di andare in decollo: non ne sono certo, ma so che esiste la possibilità di volare in dinamica davanti ai cumuli e questo mi eccita moltissimo.
Oggi la base cumulo è bassa: le volte precedenti il plafond era più alto della linea di cresta ed era stato facile salire a base e spostarmi sopravvento, verso NO, per poter risalire il fianco della nube.
Ora, però, dovrò inventarmi qualcosa poiché la condensazione inizia quasi 500 m. più in basso della sommità della montagna ... c’è un indizio interessante ... davanti al decollo di S. Giacomo c’è molta umidità e foschia, ma dietro, verso la Val d’Aosta, l’aria è tersa e si formano i primi cumuletti con base oltre i 3000 m. ... due masse d’aria molto diverse si incontrano proprio in questa zona.
Subito dopo il decollo, posso valutare ancora meglio questa situazione ed a nulla vale l’invitante strada di cumuli che si è formata sulla serra in direzione di Viverone: i miei occhi vedono solo l’aria splendente verso Nord e gli “humulis” altissimi mi attirano come una calamita.
Sono quasi a 1700 sopra al decollo, la nuvola è subito sopra di me, le termiche sono larghe e tranquille e sto aspettando qualche segnale che mi indichi quando e verso dove muovermi; ... vado ... so che è il momento ... nessun indizio ... ma sento che è ora di andare verso N ... mi sento attirato da chissà cosa ... mi sposto verso il costone successivo e la foschia sparisce.
A questa quota non c’è ancora il vento da NO, non potrò sfruttarlo per salire, ma una debolissima ascendenza dà energia alle mie ali, inizio a girare e proprio in questo momento delle “barbule”si formano sopra di me, a circa 2000 m..
La termica è debole ma formata e la risalgo con attenzione; non voglio perderla, sono concentrato e quasi non mi accorgo che salgo più in alto della condensazione, 2100 m. e mi trovo in uno zero ... ancora niente vento ... devo andare a cercarlo e decido di farlo verso Nord.
Vado ad appoggiarmi ai prati che sovrastano Carema e l’aria si muove, è più fredda ed inizia a “portare”, compio un 360 ed il GPS mi conferma che sono nel NO ... è fatta ... ora non resta che cercare un innesco termico ... WOW ... +4, potente, stretta, decisamente diversa dalle termiche pacioccone che c’erano davanti al decollo ... questa porta in alto !!!!!
Da questa posizione ed a 2800 m. posso apprezzare il vero sviluppo dei cumuli che si formano sopra al decollo: da 1700/1800 a oltre 3000 m., sono imponenti e candidi, con volute ampie e definite ... montagne di panna montata ... le previsioni escludono sovrasviluppo e temporali, ma sarà meglio tenerli d’occhio e da qui posso farlo agevolmente.
Dopo una capatina sopra Pont Saint Martin ed aver raggiunto la base a 3000 m., decido di tornare verso i cumuloni. Ho visto gonfiarsi e sgonfiarsi queste incantevoli formazioni ed è ora di andare a giocare con loro.
Mi muovo verso S e quantifico il vento dietro non oltre i 15/18 km/h. Davanti a me è evidente che l’aria si appoggia alla linea di cresta tra “le Torrette” ed il “Mars” risalendola, per poi continuare la salita lungo il fianco N dei cumuli: è proprio quello che cercavo oggi.
Dentro di me la soddisfazione per essere riuscito ad agganciare per la prima volta la “seconda base”, quella alta, che molte volte era stata oggetto di desiderio per tutti i piloti della zona; in più, ora, la consapevolezza di volare nuovamente verso un fenomeno dolcissimo, l’ascendenza dinamica davanti ai cumuli.
Giungo davanti alle nubi a 2600 e le costeggio verso NE in direzione del M. Rosa, si sale dolcemente quasi ovunque: nei punti migliori volo a granchio avanti ed indietro per guadagnare quota al cospetto di un’enorme torrione bianco brillante.
Quando arrivo a sorvolare il monte Mars, sono nuovamente a 3000 m.: sopra di me un cumulo della zona tersa e dietro di me un magnifico muro di nebbia candida proveniente dalla pianura e dalla foschia.
Nessun problema per galleggiare in questa dinamica tranquilla, solo il godimento del panorama verso NO a 180°.
Dopo un po’ mi allontano controvento dal fianco delle nubi per non salire oltre e, 300 m. sotto di me, vedo nascere e prendere forma un cumuletto, lo supero e capisco che la zona di convergenza tra le due masse d’aria si sta modificando, così decido di rientrare verso il Mombarone:
non vorrei rimanere preso in mezzo tra nuovi livelli di condensazione!!
Mentre volo verso SO la dinamica è meno potente e mantengo la quota (2700/2800) fino a raggiungere la fine della cresta: sopra la valle principale (da Ivrea a Pont S. Martin) il cielo è sgombro di nubi, mentre dietro di me, come avevo immaginato, condensazioni a vari livelli testimoniano che la situazione sta cambiando.
Sono ancora nell’aria tersa a 2700 ... è ora di giocare!!!!
Così inizio ad avvicinarmi al fianco candido della nube: è stupefacente la definizione del confine tra cumulo e aria limpida: posso far sparire nella nebbia l’estremità della mia ala e restare al sole.
Non salgo più, ma “tiene” e così il gioco può continuare ... è l’ora dei tuffi!!
Sono a circa metà dello sviluppo verticale delle nubi, mi allontano dal bordo e ritorno veloce contro il “muro bianco" ... ci entro in virata ... 5 secondi di nebbia ... di nuovo il sole e l’azzurro ... mantengo il 360, inclinazione media, resto veloce e ... pluff ... quando riesco, nella mia mente suona la musica de "La mia Africa" ... ho voglia di cantare ... sono incantato dalla bellezza del momento: sorrido e vivo pienamente quest’attimo meraviglioso.
Il tornare dalla nebbia al sole è un momento indescrivibile ... è quasi una rinascita alla luce. Dentro la nube, come molti potranno confermare, non c’è nulla di piacevole: umido, grigio, smarrimento fisico e mentale ... uscirne esalta ancor più la bellezza del cielo e del volo ... limbo e paradiso (vorrei essere uno scrittore per riuscire a descrivervi meglio le sensazioni!!).
... Meglio non esagerare, così dopo 4 o 5 tuffi, soddisfatto che di più non si può, mi pongo il problema di come continuare questo straordinario volo.
La muraglia di cumuli continua da qui verso SE in direzione del lago di Viverone compiendo un angolo di 90°, così decido di costeggiare ancora le nubi in quella direzione: sono ancora a 2500 m. e posso andare al "Grissino" in planata e tornare; contemporaneamente, 1000 metri sotto, i miei compagni di volo e molti parapendio scorrazzano avanti ed indietro lungo la serra di Ivrea.
Ho il vento in poppa per più di metà percorso, mentre il bordo delle nuvole diviene indefinito e mutevole e non c’è ombra di ascendenze: lentamente mi immergo nella foschia e quando faccio boa al ripetitore sulla sommità della serra, mi accorgo di avere il vento a favore anche per tornare verso l’atterraggio (sotto i 1700 c’è SE), perciò posso permettermi di allargare la traiettoria passando sulla verticale di Ivrea e tornare sopra il centro valle fino all’atterraggio del volo di Andrate.
Per circa mezz’ora ho volato con la mente sgombra ed il sorriso stampato in viso, planando completamente appagato, senza pormi il problema di cercare termiche: per oggi, non desidero altro!!!!
Mi richiamo da solo l’attenzione per affrontare con la dovuta concentrazione la fase di atterraggio ... manica a vento ... cerniera ... GV ... un po’ di respirazione cosciente ... ed atterro come un corvo.
Al momento sono solo, mi stendo a terra e guardo il cielo ... il sentimento è ... gratitudine e serenità ... VOLARE E’ UN’ESPERIENZA MERAVIGLIOSA.
Dopo poco atterra un amico parapendista, si avvicina e: “Hai visto quel delta a motore sopra alle nuvole ... ensa che spettacolo!!!”
Brutte cose l’orgoglio e la vanità, ma proprio non ho potuto tacere ... ERO IO CON QUEL DELTA!!!!!!

Fantastici voli a voi tutti

Ennio

 
         
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