Federazione Italiana Volo Libero Aero Club d'Italia  
         
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Federico Ennio Favero
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pierandrea Patrucco
 
 
 
 
 

 
La prima "ONDA"
Ovvero: la fortuna del "pollo"
di Federico Ennio Favero

Dal Libretto di volo: data 2 - 3 - 95, luogo Andrate, aquilone ICARO 2000 GTR 151 Top Race, durata 3 ore, guadagno 1900 m., condizioni meteo sereno splendido NO in quota, decollo OK, atterraggio OK.
Quel giorno in decollo i "vecchi" erano tutti d'accordo che sarebbe stata un'ottima giornata di volo, ma nessuno immaginava quanto. Io ascoltavo, ma l'assenza totale di cumuli mi dava da pensare.
Fuori i primi; li vediamo salire molto bene, ma per qualche motivo nessuno se ne va a spasso e restano nei dintorni.
Decollo ed un + 5 sul roccione mi porta subito a 1600, poi uno scrollone e giù a – 4 fin sotto al decollo: è così anche per gli altri ... mmmmm, siamo tutti sul versante sud davanti al decollo di S.Giacomo, ma nessuno riesce a salire più di 1600 m. e giochiamo allo JO-JO.
Su e giù per tre o quattro volte (era una chiara condizione di sottovento, ma io non lo sapevo o, meglio, non l'avevo mai provata nella pratica di volo) e mentre studio il da farsi, sento in radio che Luigi Pascal ed Alex Busca se ne vanno lungo la serra di Ivrea verso il "Grissino" (ripetitore della SIP). Penso: se Luigi ed Alex, che sono quelli "buoni", vanno via di qui ... OK, attendo di vedere dove salgono e vado anch'io.
Ed in quel momento, la svolta mentre salgo a palla verso i 1600, vedo, su di un pratone orientato a NO oltre la cresta, appena 150 m. più in alto del decollo, un ragazzo che fa volare un aquilone acrobatico e lì il vento è chiaramente forte da NO.
All'epoca non avevamo ancora la centrale anemometrica che ora, quando funziona, ci informa sul vento e sulla sua intensità e, soprattutto, non avevo mai visto nessuno dei "vecchi" andare a cercare termiche oltre la cresta (verso NO) che sale fino al M. La Torretta e poi al Mombarone.
In condizioni normali il sottovento ed i rotori si trovano al di là di questo "spigolo" che separa i versanti S e NO della montagna, (come se fossero due lati di una piramide), ma oggi è diverso ... sicuramente.
Qui dove mi trovo, non è piacevole e la turbolenza si fa sentire. In un attimo nella mia mente si susseguono tutti questi pensieri e d'istinto, appena raggiunta la sommità della termica, mi fiondo verso Nord Ovest: dopo la prevista forte discendenza, ecco che trovo una bella ascendenza, molto più grande e meno turbolenta delle precedenti.
Capisco che ho cambiato massa d'aria e salgo scarrocciato lungo la cresta in un + 3 dolce e piacevole che mi porta a 2200 m.; quando arrivo all'altezza della sommità del monte, ancora d'istinto, mi porto vicino al pendio, sempre andando verso NO e all'improvviso ... la pace: sono fermo controvento a circa 40/50 km/h, salgo +3 m/s costanti e la cima de La Torretta si allontana sotto di me!!! E' magia, non faccio nulla e salgo nella calma più assoluta ed una parola mi si affaccia nella mente: ONDA!!
Avevo letto qualche racconto di aliantisti ed un articolo di Angelo Crapanzano su "L'aquilone" che parlava di termoonda, ma per me era mitologia ... Non ci credo, ma inizio ad urlare per radio: "Hei, gente, sono in Onda ... sono in onda sopra La Torretta !!!" La risposta, scontata: "Non dire m ... te. Dove sei?? Non ti vediamo più!! Ed io: "Ma è vero ... Guardate in alto ... salgo +3, fermo contro vento ... cos'altro può essere??"
Intanto, davanti a me, si apre un panorama mozzafiato sull'intera Val d'Aosta, non una nuvola, l'aria è tersa e luminosa ... 2400 ... 2700 m. e la vista spazia dal G. Paradiso al M. Bianco, il GranCombin, il Cervino, tutto il massiccio del M. Rosa ed ho voglia di urlare.
Per radio sento Luigi: " Se puoi, tieniti sempre davanti verso NO, respira lungo e non farti prendere dal freddo!! Ora provo a raggiungerti!! "Obbedisco, ... 2900 ... 3100 m. ... ci sono, ma non ci credo: continuo a salire +3, costante, dolcissimo, le ali immobili sopra di me, unico leggero sforzo è per mantenere la velocità di 50 Km/h e non farmi portare indietro nella parte discendente dell'onda.
Ecco un delta sotto di me ... lo vedo affacciarsi davanti alla cima come ho fatto io e ... paff ... anche lui fermo: è Luigi ... non ci ha messo molto ... ora sono a 3150 m. e non salgo più, il vario segna "0". E' un sogno!!! Mantengo la quota senza dover fare nulla, in volo col delta una cosa così è incredibile: non serve curvare, cercare il cuore dell'ascendenza, studiare dove andare a cercare la prossima ... è pura pace interiore.
In meno di 5 minuti Luigi mi raggiunge e volare così vicini, immobili, in paradiso è veramente irreale; ora si è formato sopra le nostre teste, ma molto più in alto, un fronte di altocumuli che testimonia visivamente l'onda.
Vedo Luigi partire verso il M. Rosa e provo a seguirlo volando a granchio, ma il mio delta è meno performante ed arrivo sul M. Mars parecchio più basso di lui, così decido di rientrare ... salendo!!!!! Evidentemente le zone di ascendenza non sono uniformi e quando arrivo sul Mombarone vedo con piacere che altri 5 o 6 delta sono riusciti ad agganciare e godono di questo fantastico modo di volare.
Comincio a sentire freddo e cerco di respirare lungo come mi ha consigliato Luigi, raggiungo nuovamente a 3150 la cima dell'onda e, mentre salgo, mi incanto a guardare i monti ancora ammantati di neve e le valli che iniziano a verdeggiare di primavera.
E' una gioia per gli occhi. Decido per un lungo traverso verso SO e il M. Gregorio: arrivo altissimo sopra la cima, ma da questa parte la conformazione delle montagne non innesca l'ascendenza dolcissima che ho provato prima, così inizio una lunghissima e tranquilla planata, godendomi il panorama verso sud che mi offre la vista dell'intero arco alpino piemontese fino al M. Viso, le Alpi Marittime, l'Appennino ligure che prosegue in Emilia oltre il M. Penice, nonché praticamente tutto il Piemonte con le sue colline e pianure che sconfinano in Lombardia.
La totale assenza di foschia permette una visibilità superiore ai 200 Km ... che meraviglia!!!!! Luigi, invece, molto più esperto di me, si è fiondato verso sud a cogliere il rimbalzo dell'onda (non sapevo nemmeno esistesse) che lo ha portato a 3400 m. sopra alla serra, dalle parti del lago di Viverone.
Una volta in atterraggio, le urla, gli abbracci e le congratulazioni vicendevoli non finivano mai, ad esprimere la straordinarietà del volo appena concluso: tutti gli amici volatili concordavano che, qui ad Andrate, mai nessuno aveva volato in onda prima di allora !!!!!
Da quel giorno, solo altre 2 volte ho potuto approfittare del fenomeno, ma da allora, ogni volta che il vento da NO si annuncia ... il mio giro oltre la cresta è garantito.
E' certo che le sensazioni di quella prima volta sono indelebili nel mio cuore.

Fantastici voli a voi tutti .

Ennio

 
           
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