Federazione Italiana Volo Libero Aero Club d'Italia  
         
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Federico Ennio Favero
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pierandrea Patrucco
 
 
 
 
 

 
La mia aquila di Federico Ennio Favero

... Ovvero, come rendersi conto che nulla, ma proprio nulla ci appartiene veramente a questo mondo, se non le sensazioni che talune esperienze lasciano nella nostra memoria.
Immagini mentali che risveglieranno in noi le stesse emozioni ogni volta che il pensiero tornerà a quei momenti. Il Fatto: a fine settembre mi sono recato a Fiesch in Svizzera con l'amico Sgheby per un volo in deltaplano infrasettimanale. La meteo promette bene ed in decollo, a parte la sorpresa di vedere lavori in corso che inibiscono l'uso della pedana, gli indizi fanno ben sperare: la base delle nuvole è molto alta ed i parapendio salgono bene già da molto tempo.
Dopo il decollo, faccio una puntatina in volo a Riederalp, ritorno sul decollo, mi godo la vista del magnifico ghiacciaio di Aletsch (la zona è nominata Patrimonio dell'umanità dall'Unesco) e dirigo il mio Laminar Z9 ad est, seguendo una strada di cumuli, verso il passo del Furka. I Goms, una serie di costoni che scendono da nord verso la valle principale, sono come sempre generosi di termiche ed in breve mi trovo all'altezza di Ulrichen a girare una splendida ascendenza a + 5 m/s che mi riporta a base: mi trovo a circa 3100 m. di altitudine, giro inclinato a più di 45°, quando con la coda dell'occhio scorgo qualcosa ... rivolgo lo sguardo, ma subito "la cosa" viene nascosta dall'ala.
Continuo la rotazione e cerco con gli occhi nella direzione precedente: vedo un grosso uccello che gira in termica a circa 150 m. da me. Mi è già capitato altre volte di volare con grandi uccelli, persino Grifoni tra Passy ed Annecy, ma il più delle volte la distanza e tale da rendere insicura l'identificazione del volatile.
Mentre cerco di capire di che uccello si tratti, di nuovo, con la coda dell'occhio, vedo un ... ALA SCURA ... ma è vicinissima alla mia semiala sx e scompare subito dietro la vela. "Sono in due" penso immediatamente e da questo momento in poi il mio volare diviene istintivo e non più controllato: continuerò a girare, ma senza rendermi più conto del tasso di salita o di altro ... il pensiero e l'attenzione sarà solo rivolta all'uccello che si trova sopra di me, interno alla virata ... riappare per un attimo e sparisce; realizzo che si tratta di un'enorme rapace e che si trova a non più di 5 metri da me!!!!! In un baleno, mille domande "Cosa fa ? Cosa vuole ? C'è pericolo ? L'avrò disturbato ?
"Poi ragiono sul fatto che sono molto distante dalle creste, da un eventuale nido e che solo uno si è avvicinato. So che devo stringere la virata per vederlo bene prima che mi distacchi nella salita, ma riesco solo a inquadrarlo, parzialmente e per decimi di secondo, altre due volte: sono sorpreso, di solito dopo un giro di termica questi "maestri di volo" sono già 50 m. sopra e spariscono alla vista, mentre ora ho già effettuato almeno tre 360° e lei è sempre vicina ... "Mi sta guardando" penso peccando di presunzione" è venuta lei qui per curiosare!!
"E subito dopo: ECCOLA ... E' una magnifica aquila ... si sposta un metro davanti al mio bordo di attacco, più o meno alla congiunzione tra il cavo laterale e la semiala, non dista dalla mia ala più di un metro e mezzo ... E MI GUARDA!!!! Resto incantato!! ... La vedo battere le palpebre ... rimane in quella posizione a 4/5 metri da me ed io, senza fiato, la vedo muovere le penne della coda, aprire le remiganti e gestire la salita con leggerissimi movimenti delle ali ... e lei guarda me ed io guardo lei ... la mia mente si svuota.
Stiamo girando insieme una termica potente, ma tranquilla, guardandoci negli occhi ... non ci credo ... è splendida, elegante, grande (stimo più di 2m. di apertura alare) ed ha la testa rivolta verso di me, credo, in atteggiamento curioso ... ha uno sguardo duro, inespressivo, sembra cattivo.
Sono emozionato: ammiro il suo volo, essenziale, perfetto, senza incertezze, naturale e capisco che potrebbe farmi qualunque cosa, che so, avvicinarsi ancora o posarsi sulla mia schiena e non so se desiderarlo oppure no.
Osservo le zampe con gli artigli distesi sotto la coda e, per me, è un buon segno ... nessuna ostilità!! Passano i secondi e abbiamo già completato il primo giro insieme, sicuramente poco più di 30 secondi, ma nella mia percezione un'eternità ... d'intesa, di unione, quasi d'intimità ...
E' un attimo ... lei distoglie lo sguardo, raccoglie leggermente all'indietro la parte esterna delle ali e punta diritta in direzione dell'altro uccello, verso nord, mentre la mia ala, paralizzata come me, continua la virata e perdo il contatto visivo.
Non so fare altro che cercarle con lo sguardo, non appena il giro me lo permette e vedo le due aquile già lontanissime planare verso il Finsterhaarhorn (montagna splendida) a NO, subito dopo le perdo ... RIPRENDO A RESPIRARE e nella mia mente ripeto "OH MIO DIO!!!!" Sto ancora girando in termica e guardo lo strumento: 3480 m. ... sono quasi alla base di un cumuletto delizioso e cerco di riordinare le idee.
Solo ora mi viene in mente la macchina fotografica ... acc ... e mi rendo conto di essere stato quasi ipnotizzato ... sono emozionato come poche volte in vita mia con un misto di stupore ed incredulità ... ma proprio a me!!??? Che meraviglia!! Non so se sia stata fortuna, il caso, un destino ... NON SO, NON IMPORTA, ma proseguo il volo ringraziando per quell'incontro.
Mi guardo intorno: sono di nuovo solo con la mia ala, in un cielo terso, splendente, nel mezzo del panorama mozzafiato delle Alpi centrali Svizzere e penso che loro, le aquile, possono godere di tutto questo ogni giorno ... che a me, uomo fortunato, è stato concesso questo momento incredibile e bellissimo e che, per un breve attimo, sono stato aquila anch'io.

Fantastici voli a voi tutti

Ennio

 
           
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