Federazione Italiana Volo Libero Aero Club d'Italia  
         
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Federico Ennio Favero
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pierandrea Patrucco
 
 
 
 
 

 
È quasi impossibile spiegare cosa si prova a volare; forse l'unico sistema è raccontare le sensazioni ed i pensieri che ci sono passati per la mente, in situazioni uniche e meravigliose, che abbiamo avuto la fortuna di vivere.
Ecco alcuni di questi racconti.
   
W XCONTEST !! …… M XCONTEST !! di Ennio Favero

Già, perché questo sito, oramai universalmente conosciuto dai piloti di volo libero, condiziona nel bene e nel male i voli di tutti noi.
Con l’avvento dei variometri con GPS integrato (strumenti di volo), che memorizzano la traccia del volo, permettono di scaricarla sul PC e poi di farla valutare ed inserire nelle classifiche on-line, ora sono molti i piloti che non vedono l’ora di aprire la “classifica di giornata” del sito Xcontest.org per sapere chi ha vinto o chi ha fatto il volo più strepitoso.
Sono assolutamente certo del fatto che questo nuovo “strumento” abbia contribuito a far crescere il livello dei piloti: la semplice possibilità di guardare i voli effettuati dagli altri, in un luogo dove non si è mai stati a volare, ci dà la possibilità di valutare con precisione le potenzialità di un sito di volo, sapere in anticipo dove trovare le termiche (correnti ascensionali ) e dove non andare mai ( sottoventi, zone poco sicure…).
È molto utile altresì, vedere quali sono i percorsi sfruttati da “quelli bravi” per volare in una zona che conosciamo, ma che ci riserba sempre spiacevoli sorprese.
Visionare certe “tracce” ci fa sognare e desiderare di realizzare a nostra volta voli degni di nota, che aumenteranno la nostra esperienza e sicurezza…un vero stimolo, quindi, a migliorare come piloti.
Rapportare le potenzialità che la previsione meteo donava per una giornata con i voli poi effettuati nella realtà, ci permette anche di affinare la nostra capacità previsionale, arricchendoci di informazioni utili quando dobbiamo stimare un luogo o una giornata particolare.
Ci si trova così da soli molto presto in decollo, come me alcuni giorni fa a S. Giacomo di Andrate (TO), quasi sicuro di poter sfruttare una giornata per effettuare il “volone” da ricordare a lungo e da raccontare nelle cene di club: preparo la mia ala con aspettative e progetti esagerati, … concentrato sulla velocità da tenere, su dove trovare le termiche più potenti, su come sfruttare al meglio il vento meteo, etc…
Poi la realtà: quasi un’ora e mezza a spasso nel cielo nei dintorni del decollo, cercando di capire perché non si riesce a salire nei soliti posti e così il progetto del volo da “scaricare” con un pizzico di orgoglio svanisce.
A questo punto, mi dico, trasformiamo il problema in opportunità: non ho più la fretta di fare chilometri, quindi cerco di capire come sfruttare al meglio questo vento da O così insolito da queste parti e magari anche divertirmi.
È evidente che qui la giornata non è ancora “partita”, quindi faccio una buona quota e salto la valle della dora baltea verso cima cavallaria, aggancio più o meno al solito posto e risalgo la termica scarrocciato da se fino a 1750, poi riecco il vento da o e la stessa termica ora migra verso e portandomi fino a circa 2000 m… ok , capito !!
Il vento meteo non è forte (circa 15 Km/h ) quindi posso avventurarmi in val Chiusella confortato dalla presenza di alcuni cumuletti (le classiche nubi di bel tempo) con base molto alta.
In più, tutto il massiccio del M. Giavino mi proteggerà nel caso che in quota il vento sia più forte. I contrafforti di Cima Bonze mi confermano che la scelta è giusta e risalgo bene una buona termica fino a più di 2400 e qui, molto rilassato e confortato, inizio a godermi semplicemente lo spettacolo offerto dalla giornata: il cielo è terso e luminoso come poche volte capita, le cime sono ancora ben innevate e verso la Val d’Aosta la vista spazia quasi all’infinito sulle cime più alte d’Europa…Spettacolo !!
Punto deciso il M.Debat , qui la termica più bella e corposa della giornata mi porta a sfiorare i 2900 m. e non ho più impedimenti visivi a godere il panorama a 360° tutto intorno a me: a sud posso ammirare praticamente tutto il Piemonte fino agli Appennini della Liguria e ad est le Alpi fino al Bernina e l’Adamello.
Mentre salgo in paradiso, ho conferma che anche in alto il vento meteo non è forte e che, forse, posso tentare un percorso per me totalmente nuovo: mi viene in mente un libro, in cui si raccomandava di sviluppare nuove connessioni neuronali nel nostro cervello, semplicemente facendo cose inusuali, come lavarsi i denti con la mano sinistra, etc…
Bene, cerchiamo nuove esperienze e nuovi stimoli anche ora per aria !! Lentamente, godendomi il panorama ed il volo, mi dirigo verso il M. Marzo alla fine della valle, dove so esserci un colle che porta in val Soana.
Plano con attenzione perché non vorrei incontrare un “Venturi” (vento che accellera in corrispondenza di un passo) con rotori appena prima di superare il colle (arrivo dal sottovento ), ma tutto fila liscio ed un bel campo sportivo, affiancato da un grande prato nella valle appena oltre il passo ( loc. Pianprato) mi rassicurano: se proprio avessi sbagliato tutto, almeno ho un bell’atterraggio su cui posare le ali… al recupero (come ritornare a casa), nel caso, ci penserò dopo!!
Invece, come nelle belle favole, trovo subito una dolce termica che mi riporta a livello delle cime e mi conferma che la scelta è stata oculata; salgo a 2500 m. e alla mia destra ho lo spartiacque che mi divide dalla val di Champorcher e posso godere la vista del M. Glacier verso N.
Decido che tornerò indietro passando da S.Elisabetta (santuario sopra Cuorgnè) e mai decisione fu più azzeccata, inizia la parte più bella del volo: la val Soana è proprio di traverso al vento da O e trovo quasi una termodinamica dolce (aria che risale il pendio) che mi sostiene nei brevi traversi verso S, unita a termiche morbide e larghe ad ogni costone: tanta neve, cielo azzurrissimo, l’ultimo piccolo cumulo in dissolvimento sopra alla cima più alta e tutte le valli del Canavese davanti e sotto di me…tutto facile e bellissimo!!
Nessuna fretta, posso rivolgere la mia attenzione a ciò che provo intimamente e goderne appieno: questa condizione aerologica è idilliaca… passare da un contrafforte all’altro senza quasi perdere quota, dona una sensazione di serenità e, come qualche volta mi accade, la mente si svuota e rimane solo l’istinto del fare senza pensare, semplicemente volare… ù
Silenzio, l’aria sul viso, il mondo sotto ed intorno a me, sopra solo cielo azzurro e mi sento parte di tutto questo…nessuna sensazione di ansia o preoccupazione, solo puro piacere: credo che si tratti dello stato di “Flow” così ben descritto da Luca Basso nel suo libro… vivere completamente ed in modo assoluto il momento presente, senza elucubrazioni sul da farsi, nessuna aspettativa, solo appagamento totale.
Passo cantando (meno male che nessuno mi sente ) proprio davanti al M. Giavino senza riuscire a superarlo in altezza a quasi 2800 m. e dentro di me pace e soddisfazione.
Arrivare alla cima Quinzeina è solo una formalità e mentre avanzo verso S, mi torna ancora la “paturnia” di provare ad allungare il percorso per “fare chilometri”… e se provassi ad andare al M. Soglio ? Subito dopo rinsavisco e mi domando per quale insano motivo dovrei cercare tribolazioni la sotto, a quest’ora, magari rovinandomi il piacere provato fino a qui: un bel 180° (virata con inversione di marcia) e torno a godermi la morbida termodinamica al cospetto della Quinzeina.
Sono solo, non vedo delta o para in giro e mi rendo conto che è passato molto tempo e che le cose belle prima o poi finiscono… è ora di ritornare, così rifaccio dolcemente 2400 m. e punto il M. Verzèl passando sulla verticale della cresta… WOW !!! avanzo diritto salendo bene e sorvolo la cima a 2600: che bella ed inusuale sensazione!! Sembra di essere in elicottero...ma io non ho motore: volo in silenzio.
È ora di godere del vento in poppa e fare la planata finale… strepitoso!!! Viaggio tra i 75 ed i 90 km/h (velocità a terra) e faccio 18 chilometri perdendo poco più di 1000 m… arrivo sopra ad Andrate ancora a 1500 m. e con un sorriso da un orecchio all’altro: planare con questa efficienza dà il delirio di onnipotenza!!! La serra di Ivrea ora non è generosa, così giro il carro e vado ad atterrare dolcemente, contento che di più non si può… e gli amici in atterraggio se ne accorgono.
Alla fine su “Xcontest” scarico solo un triangolo di 63 Km, con una media oraria ridicola, ma per me è stato il più bel volo dell’anno.
Riflettendoci a freddo, mi rendo conto che ho potuto godermi così questo volo, solo perché libero dall’assillo di effettuare un volo che mi permettesse di aumentare i punti in classifica generale.
Sono cosciente di non avere alcuna possibilità di vincere l’XContest, ciononostante riconosco di essere un pò troppo condizionato: bello e giusto programmare e tentare di realizzare qualcosa di rimarchevole, ma questa esperienza mi ha ricordato (…e ne avevo bisogno ) che “il Volo” va ben oltre le “classifiche di giornata”.
Mi è capitato ci vedere piloti delusi o arrabbiati dopo un volo di più di 100 Km, solo perché qualcun altro ha fatto meglio o perché avevano progetti più ambiziosi… per me non ha molto senso.
Fin dagli inizi della mia attività di volo ho evitato che le manie da prestazione mi spingessero ad accettare rischi in volo: mi tengo sempre lontano dall’ effettuare scelte che potrebbero rivelarsi pericolose o di volare in condizioni proibitive ed in questo, nessun sito o influenza è mai riuscito a “traviarmi”… l’unico rischio che accetto è il “buco” (atterrare in un luogo diverso da quello previsto) e purtroppo ogni tanto mi capita di subire questo inconveniente, che mi ricorda che devo essere umile e imparare ogni volta dagli errori.
Ora, con questo magnifico volo, ho appreso una nuova lezione e spero che queste mie riflessioni possano essere utili anche ad altri “apprendisti aquilotti”.

Fantastici voli

www.xcontest.org/italia/voli/dettaglio:ratevuloire/20.05.2016/10:40


 
           
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